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Brandon Sanderson - Il Conciliatore

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Brandon Sanderson, come ho già detto più volte, è considerato una delle migliori promesse nel campo della letteratura fantastica. Più che una promessa, ormai è già una conferma, avendo egli completato con successo la saga di Robert Jordan e avendo pubblicato diversi libri, tra i quali ricordiamo "La Via dei Re", primo romanzo delle Cronache della Folgoluce, di cui è in arrivo il secondo capitolo.

Il Conciliatore è un romanzo unico, che consiste comunque in un malloppo di quasi 700 pagine, nello stile dello scrittore.
La narrazione non segue la vicenda di un unico personaggio, ma racconta invece le vicende di più persone, mostrandoci tuttavia, a volte, scene completamente inutili che non rientrano nel contesto della trama, o che comunque sono ripetitive; lo stesso problema che avevo riscontrato sia con La Ruota del Tempo che con La Via dei Re.

L'elemento principale di questo romanzo è il Soffio, una caratteristica innata di ogni essere umano. Ogni uomo o donna ne possiede infatti uno dalla nascita, che aumenta la percezione del mondo circostante ad esempio facendoci accorgere di essere osservati. Il Soffio però può essere accumulato, e più Soffi si posseggono più la realtà diventa chiara.
Con un numero abbastanza elevato di Soffi, si può Risvegliare, ovvero impartire un ordine a un oggetto una volta stato vivo (come corda, stoffa, etc. che provengono da vegetali). Per funzionare, il Risveglio risucchia colore dalle vicinanze, e infonde nell'oggetto alcuni Soffi, che possono essere poi ripresi dal Risvegliante.

Novità di Giugno: Fantascienza da Oscar

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

03/06: La Fantascienza negli Oscar Mondadori
Mondadori, già presente in edicola con la collana di romanzi di fantascienza Urania, arriva anche in edicola con una serie di sei numeri, sui quali compare il logo degli Oscar ed il titolo "I Grandi della Fantascienza". Essi sono "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula Le Guin, "Le Sabbie di Marte" di Arthur C. Clarke"Destinazione Stelle" di Alfred Bester, "Viaggio Allucinante" di Isaac Asimov, "Il Giorno dei Trifidi" di John Wyndham e "Universo" di Robert A. Heinlein.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste prime sei pubblicazioni potrebbero preannunciare una nuova serie di romanzi fantascientifici editi da mondadori, che riprenderebbe, come da titolo, i più grandi capolavori di genere. Visto i primi autori (e la qualità delle copertine, spesso trascurata dalla casa editrice), si può supporre che sarà curata a dovere e potrebbe portare all'uscita di titoli importanti.

Dan Simmons - La caduta di Hyperion

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Sono ormai passate diverse settimane da quando ho finito Hyperion di Dan Simmons, e in questo periodo ho avuto il piacere di leggere il secondo libro della saga "I Canti di Hyperion", i quali volumi, come ho già scritto, sono ormai difficili da trovare in formato cartaceo.

Il primo volume di questa incredibile serie di volumi ci aveva lasciato col fiato sospeso, concludendosi proprio quando ila trama sembrava aver raggiunto il suo fulcro. I nostri pellegrini, rimasti in sei dopo la scomparsa del Templare, stavano giusto entrando nella Valle delle Tombe dopo il loro viaggio.
La caduta di Hyperion, tuttavia, non parte da dove il suo precedente ci aveva lasciati. I pellegrini sono ovviamente ancora là, e stanno sempre per entrare nella Valle, ma il personaggio che per primo viene presentato è nuovo. Questo è Joseph Severn, il cui vero nome è però John Keats. Esso è infatti la seconda "reincarnazione" in cibrido del poeta inglese che ancora affolla la trama.
Come sfondo, mentre nel primo vi era l'avanzata Ouster (che nella Caduta raggiunge livelli significativi), qui troviamo il TecnoNucleo, che da una locazione nascosta controlla e aiuta da sempre l'umanità, ma allo stesso modo la comanda e ne dirige il destino. 

Buon Towel Day 2014 a tutti!

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

La Guida Galattica per gli Autostoppisti dice alcune cose sull'argomento asciugamano. L'asciugamano, dice, è forse l'oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.

E anche quest'anno... Buon Towel Day! Ogni anno, il 25 maggio, si ricorda Douglas Adams, scrittore de "La Guida galattica per gli Autostoppisti", e in tutto il mondo i fan dell'autore si portano appresso un asciugamano, che come potete appurare dalle righe precedenti, risulta essere quasi un elemento fondamentale nella 'trilogia in cinque parti'.

E ricordate sempre dov'è il vostro asciugamano.

Dan Simmons - Hyperion

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Nonostante giunto alle mie orecchie a causa di Ilium (che, ahimè, non ho ancora avuto il piacere di leggerlo), Dan Simmons ha esordito nella mia libreria con Hyperion, e si è assicurato un posto nella lista dei migliori autori di fantascienza che io abbia mai letto. Non che abbia molta concorrenza, per ora, ma devo ammettere che questo libro (primo di un ciclo di quattro volumi) ha lasciato un'impronta indelebile nei miei ricordi fantascientifici, e difficilmente lo dimenticherò.

Come ormai gran parte degli autori di fantascienza, anche Dan Simmons è caduto in mano a Fanucci che, nonostante l'imperdonabile e costante mancanza dell'indice in ogni suo volume (anche in tomi da 1200 pagine come "La Via dei Re", nel quale ritrovare un determinato capitolo risulta quasi impossibile), sta comunque sviluppando una discreta collana economica riguardo alla fantascienza. Peccato che pian piano i volumi cartacei di questo ciclo stanno andando via via scomparendo, e quindi si spera in una ristampa futura.

Hyperion è e non è un antologia al tempo stesso. Quando mi giunse in mano, regalatomi, pensai, leggendo la quarta di copertina, che si trattasse del solito libro di racconti dove i personaggi raccontano le loro storie, mentre, leggendo, si viene a scoprire che è molto di più. La trama di fondo è tutt'altro che casuale. L'Egemonia, la federazione che unisce gran parte dei pianeti abitati, sta per avere un enorme scontro contro gli Ouster, particolari creature che vivono utilizzando tecnologie sviluppate, mentre, nello stesso momento, su Hyperion si stanno per aprire le Tombe del Tempo. Sette sono infatti i pellegrini mandati su Hyperion per impedire l'apertura delle Tombe e dunque fermare lo Shrike, creatura quasi mitologica in grado di distruggere l'intera civiltà umana. E sette sono le storie che ci vengono raccontate.

Philip K. Dick - Noi Marziani

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Questo è il primo libro che leggo di Philip Dick, famoso autore statunitense di libri di fantascienza. Come per caso, mi sono ritrovato ad avere in mano questo libro che, appena dopo aver finito "Straniero in terra straniera", mi tornava a parlare di marziani. Più che marziani, abbiamo in realtà dei coloni umani, che si sono stanziati nel pianeta rosso. I veri marziani sono i Bleekman, razza di origine marziana simile agli aborigeni africani, che tengono una vita nomade e semplice. Anche l'utilizzo di Marte stesso è un po' diverso. Esso infatti è utilizzato per creare un'ambientazione favorevole allo sviluppo della storia; la stessa ambientazione sarebbe potuta essere resa sulla Terra dopo una Guerra Mondiale nucleare. Ciò che serve ai fini della trama è un posto poco popolato, con diversi problemi economici e politici nel quale si avvicendano intrecci legati al mercato nero. Il fatto che sia Marte è poi solo un dettaglio.

I personaggi principali della storia partono da una situazione separata, per poi mescolarsi fino a quasi formare un unico gruppo. Jack Bohlen lavora al reparto riparatori, mentre Arnie Kott è un affarista pronto a tutto, che detiene gran parte del potere nel mercato nero di Marte. Sarà una bobina rotta ad unire i destini di questi due uomini. Tuttavia, la morte di Norbert Steiner, importante uomo al servizio di Arnie, lascerà il figlio Manfred Steiner nelle mani di Kott, che cercherà di usarlo a suo vantaggio. Manfred infatti è un bambino autistico, forse in grado di prevedere il futuro e di cambiare il presente, per permettere ad Arnie Kott di acquistare in anticipo i territori delle montagne FDR.

Robert Heinlein - Straniero in terra straniera

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Robert Heinlein è un nome altisonante quando si parla di fantascienza, ed al mio orecchio era già giunto più volte uno dei suoi titoli più rinomati: "Straniero in terra straniera". Questo, dopo aver vinto nel 1962 il premio Hugo, doveva pur essere un buon libro, dunque ne ho acquistato una copia e mi sono messo a sfogliarne le prima pagine.

L'inserimento della colonizzazione di Marte non è una novità della fantascienza, ce la presentano anche Asimov, Bradbury e Dick, ma Heinlein ci offre una visione un po' diversa di questo fenomeno. Marte è abitata, ma abitata da creature insolite, che non interferiscono con l'arrivo dei primi uomini sul pianeta rosso, né sul loro successivo stanziamento. Tuttavia, durante una missione di popolamento, un bambino finirà per essere allevato dalle entità marziane, e diversi anni più tardi la Terra reclamerà il suo abitante, riportandolo indietro. Ma, invece che un uomo, si troverà un marziano.

"Straniero in terra straniera" parla della strana storia di quest'uomo, detenuto inizialmente dal governo ma aiutato poi a scappare da Gillian Boardman, che lo porterà nella residenza del milionario Jubal. Qui si sviluppa un intrico di vicende politiche che vedranno il marziano Micheal Valentine Smith coinvolto in spiacevoli situazioni, durante una continua scoperta dell'esistenza terrestre che l'Uomo di Marte non riesce a comprendere.

Est Sularus Oth Mithas - Di Cavalieri e Cavalleria

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

Il fantasy, in generale e volendo escludere generi moderni tra i quali l'urban fantasy, verte in un tempo pseudo-medievale, che è ormai diventato un elemento fondamentale della letteratura High Fantasy o Heroic Fantasy. Questa particolare caratteristica, ovvero il fatto di vivere una storia in un momento storico ben diverso dal nostro, rende il tutto un po' più avventuroso e particolare. Inoltre, è ottimo per inserire elementi magici e fantastici che stonerebbero in un mondo attuale o fantascientifico (nel quale però si possono inserire facilmente molti elementi strani ed assurdi, come nella Guida Galattica per gli Autostoppisti).

Tuttavia, la presenza di questa epoca storica medievale porta all'ingresso di una caratteristica fondamentale di quel tempo: la cavalleria. Il cavaliere, in particolare nel periodo dall'XI al XIII secolo, era una figura nobiliare che impersonava i valori etici e morali della legalità, dell'onore e della giustizia. Diventare cavaliere, e dunque entrare a far parte di quella cerchia ristretta chiamata cavalleria, non era semplice, e spesso diventava cavaliere solamente un parente di cavaliere. Lasciando, la storia agli storici, che sicuramente meglio di me conoscono questi argomenti, potremmo un attimo fermarci a riflettere su questa caratteristica, che, fortunatamente o sfortunatamente, viene a volte persa in diverse opere fantasy.