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Grokko nella sua pienezza - Robert Heinlein e il grokkare

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

I grok in fullness. [Grokko nella sua pienezza]

E' questa la frase utilizzata da Micheal Valentine Smith, l'Uomo di Marte, per esprimere la sua comprensione dell'universo che lo circonda. Robert Heinlein, nel suo romanzo "Straniero in terra straniera", ha posto di fronte a un marziano la difficile scalata verso la verità, anche delle cose più semplici però inaccessibili a qualcuno esterno all'umanità, come l'amore, l'amicizia e la religione.

Qual è il significato di grokkare?

L'unica traduzione esatta che viene data nel libro è ‘bere’ ('Grok' means 'to drink.' ['Grokkare' significa 'bere'.]), riferito al rituale dell’offerta dell’acqua, che dal marziano viene tenuta in grande considerazione. Egli chiama ‘Fratello d’acqua’ chiunque gliela abbia mai offerta, compiendo per il marziano un rituale pieno di significato.
Quando Micheal Smith si ritrova sul pianeta terra, rimane confuso, cercando di grokkare il mondo che lo circonda. Nel libro viene anche data un'altra spiegazione della parola:

Grok means to understand so thoroughly that the observer becomes a part of the observed—to merge, blend, intermarry, lose identity in group experience. It means almost everything that we mean by religion, philosophy, and science—and it means as little to us (because of our Earthling assumptions) as color means to a blind man.

[Grokkare significa capire così profondamente che l’osservatore diventa parte dell’osservato – per unirsi, fondersi, sposarsi, perdere l’identità nell’esperienza collettiva. Significa quasi tutto ciò che noi intendiamo per religione, filosofia e scienza -  ed esso significa a noi meno (a causa delle supposizioni terrestri) che un colore a un cieco.]

La parola grok viene definita come incomprensibile da un uomo della terra, un concetto talmente marziano che non può venire imparato da altri.

Nella missione di Mike di grokkare l’universo che lo circonda, esso si imbatte in concetti umani come la religione e l’amore, che cerca di grokkare senza riuscirvi (non subito, per lo meno, e non nel modo in cui gli altri uomini vedono la cosa).

There was so much to grok, so little to grok from.[C’è così tanto da grokkare e così poco da dove farlo.]

Il ‘grokkare’ e la religione

Fin da quando ne sente parlare, Mike cerco di grokkare Dio e il suo significato. Paragonando le parole umane al concetto di grokkare marziano, dice:

Short human words were never like a short Martian word — such as "grok" which forever meant exactly the same thing. Short human words were like trying to lift water with a knife.
And this had been a very short word.
Smith still felt that he had grokked rightly the human word "God" — the confusion had come from his own failure in selecting other human words. The concept was truly so simple, so basic, so necessary that any nestling could have explained it perfectly — in Martian. The problem, then, was to find human words that would let him speak rightly, make sure that he patterned them rightly to match in fullness how it would be said in his own people's language.
He puzzled briefly over the curious fact that there should be any difficulty in saying it, even in English, since it was a thing everyone knew else they could not grok alive.

[Le parole corte umano non erano mai come una parola Marziana breve -  come ‘grok’, la quale significava sempre esattamente la stessa cosa. Le parole brevi umane erano come provare a sollevare l’acqua con un coltello.
E quello era stato un brevissimo termine.
Smith sentiva ancora di aver grokkato correttamente la parola umana “Dio” – la confusione era venuta dal fallimento nella selezione di altre parole umano. Il concetto era davvero così semplice, così basilare, così necessario che ogni “nestling” avrebbe potuto spiegare perfettamente – in Marziano. Il problema, allora, era di trovare parole umane che potevano lasciarlo parlare correttamente, renderlo sicuro che le aveva modellato correttamente per abbinarla pienamente con ciò che si direbbe nel linguaggio del suo popolo.]

In fondo, come fa un profano a capire realmente il significato che noi attribuiamo alla parola ‘Dio’? Anche solamente dare una definizione diventa difficile, se non dicendo, come Jubal, che Dio è colui che ha creato il mondo. Tuttavia il concetto di Dio sembra essere estraneo perfino all’uomo.

"You told me, 'God made the World.'"
"No, no!" Harshaw said hastily. "I told you that, while all these many religions said many things, most of them said, 'God made the World.' I told you that I did not grok the fullness, but that 'God' was the word that was used."
"Yes, Jubal," Mike agreed. "Word is 'God'" He added. "You grok."
"No, I must admit I don't grok."
"You grok," Smith repeated firmly. "I am explain. I did not have the word. You grok. Anne groks. I grok. The grass under my feet groks in happy beauty. But I needed the word. The word is God."
Jubal shook his head to clear it. "Go ahead."
Mike pointed triumphantly at Jubal. "Thou art God!"
Jubal slapped a hand to his face. "Oh, Jesus H. — What have I done? Look, Mike, take it easy! Simmer down! You didn't understand me. I'm sorry. I'm very sorry! Just forget what I've been saying and we'll start over again on another day. But — "
"Thou art God," Mike repeated serenely. "That which groks. Anne is God. I am God. The happy grass are God, Jill groks in beauty always. Jill is God. All shaping and making and creating together — ." He croaked something in Martian and smiled.

[“Tu mi hai detto, ‘Dio ha creato il Mondo’.”
“No, no!” disse Harshaw frettolosamente. “Io ti ho detto che, mentre molte religioni hanno detto molte cose, molte di esse hanno detto, ‘Dio ha creato il Mondo’. Io ti ho detto che non ho grokkato nella sua pienezza, ma che ‘Dio’ era la parola che veniva usata.”
“Sì, Jubal” concordò Mike. “La parola è ‘Dio’. Aggiunse. “Tu grokki.”
"No, io devo ammettere di non grokkare.”
“Tu grokki” ripete Smith fermamente. “Io ho capito. Io non avevo la parola. Tu grokki. Anne grokka. Io grokko. L’erba felice sotto i miei piedi grokka nella bellezza. Ma avevo bisogno della parola. La parola è ‘Dio’.[...]]

La parola ‘Dio’ è la parola con cui Mike designa ‘colui che grokka’, ovvero chi comprende. Dunque ogni cosa è Dio, e in un certo senso Dio risiede in ogni cosa come la sede della conoscenza.

Tu sei Dio. Sono le parole che Mike usa nei confronti degli altri e di sé stesso.
In un certo senso, si potrebbe ricollegare a ciò che diceva prima nel discorso con Jubal. Egli dice: “Dio ha creato il mondo”. E Mike risponde: “La parola è ‘Dio’.”
E’ come se il marziano collegasse il fatto di comprendere e il fatto di aver creato il mondo, utilizzando le frasi: “Tu grokki”, “Tu sei Dio”, “Dio ha creato il mondo”.
Per una sorta di proprietà transitiva si potrebbe dedurre che “Chi grokka ha creato il mondo.”, non troppo lontana dalla frase di Douglas Adams: “Il mio universo sono i miei occhi e le mie orecchie, tutto il resto è supposizione.”, nel senso che le cose iniziano a esistere solo quando qualcuno le comprende.

Il grokkare diventa quindi qualcosa che unisce l'osservatore a ciò che lo circonda; una fusione divina, profonda e psicologica, un'immersione completa nel concetto e nella creazione del mondo virtuale (o reale, a seconda delle interpretazioni) nel quale viviamo.